Qualche doveroso aggiornamento, scontando il fatto che l’autrice di questo blog è in crisi da fine anno scolastico e riesce a stento a mettere insieme due parole in italiano. Abbiamo avuto due riunioni per discutere le iniziative che si possono prendere per la questione rifiuti, di cui la prima con l’avvocato Carissimi di Terni, titolare dello studio Ambiente legale. I partecipanti erano una parte, piccola, delle persone che hanno sottoscritto per finanziare lo studio legale, di cui ho ampiamente parlato in questo blog. Si è raggiunto un accordo di massima per formare un Comitato che abbia titolo a procedere anche legalmente. Stiamo scambiando materiali per formulare uno statuto, di cui sarà pubblicata tra breve una prima bozza. Il passo successivo sarà un’assemblea con tutti i sottoscrittori. Entro pochissimo altre notizie. Volutamente si omettono commenti sulle elezioni, per una salutare scaramanzia. A presto
aggiornamenti….
notizie dalla geoeco
Veramente ci sarebbero tante cose da dire, dopo la puntata di Report. Ma quello che mi ha colpito di più è la coltre di silenzio, pesante come il piombo, che è seguita alla trasmissione; e la rassegnazione dolente dei cittadini campani: noi ormai non ci stupiamo più di niente. Guardandomi attorno vedo che le donne sono colpite doppiamente: aborti spontanei, malformazioni incompatibili con la vita, tumori al seno in età giovanissima, sono cose quotidiane per noi. Quello che bisogna fare è trovare un modo per rompere il muro di gomma e cemento che abbiamo di fronte. In ogni caso, se le responsabilità di Bassolino nella vicenda rifiuti sono gravissime, di quello che è accaduto con le bonifiche porta la responsabilità totale, inequivocabile. Centinaia di milioni di euro di soldi pubblici, centinaia di assunzioni per non bonificare nemmeno un metro quadro di terreno, ma garantendo guadagni a tanta gente. E condannando a morte un intero territorio. Non si può commentare una cosa del genere in termini politici, è semplicemente ignobile e ripugnante.
Torniamo alla Geoeco. Pubblico una tabella riassuntiva dei dati che abbiamo avuto dal dirigente dell’ufficio nettezza urbana del Comune di Aversa. I dati si commentano da soli. Stiamo chiedendo altre cose, quindi la cosa non finisce qui.
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2005 | 2006 | 2007 |
| Raccolta diff. in kg | 1.971.858 (5,6%) | 2.171.982 (6,9%) | 1.770.553 (5,6%) |
| Rifiuti indifferen. In kg | 35.069.792 (94,4%) | 31.530.740 (93,1%) | 29.461.310 (94,4%) |
| Altri in kg | 26.634 | 16.700 | 7.440 |
| Totale kg | 37.068.284 | 33.719.422 | 31.239.303 |
| Costi discarica | 3.758.991,82 € | 4.368.768,64 € | 4.700.000 € (previsione) |
| Costo per tonnellata | 107,19 € (< 44%) | 138,56 € (> 29 %) | 159,53 € (>15 %) |
| Differenziale | < 941.008,18 € | > 609.776,82 € | > 331.231,36 € |
| Servizio annuo Geoeco Iva comp. | 4.449.612 € | 4.449.612 € | 4.518.000 € (previsione) |
| Quantitativo 35% in kg | 12.274.427 | 11.035.759 | 10.311.458 |
| Risparmio costi discarica (tonnellate diff. X costo tonnellata da smaltire) | 1.315.696 € | 1.529.115 € | 1.644.987 € |
| Sanzioni comminate | Dato non pervenuto | 650.000 € | 247.650 |
torna report
notizie
Il caso ha voluto che mi trovassi in visita (scolastica) al Senato proprio nell’ultima seduta della legislatura, quando è stato varato il decreto milleproproghe (o erano cento? boh…). Bene, come sapete, all’interno del decreto sono stati confermati gli incentivi CIP6 per incenerire (ma in linguaggio politicamente corretto si dice termovalorizzare) i rifiuti, ma solo per l’impianto di Acerra. Bene. Vedremo se ci sarà ancora qualcuno che dirà che in Campania ci vogliono 5 o 6 inceneritori. Chi era l’ultimo genio della serie? Nicolais, mi pare. Ho qualche dubbio che Acerra potrà mai partire, anche con gli incentivi. Credo che ci sia una situazione talmente ingarbugliata da scoraggiare chiunque. Su Salerno e Santa Maria la Fossa, come ebbi modo di dire a suo tempo, possiamo chiudere il fascicolo. Ho avuto modo di conoscere il senatore Sodano, di Rifondazione, uno dei pochi baluardi contro lo strapotere bassoliniano. Grazie.
Nelle prossime settimane riprenderemo il discorso sulle iniziative legali. Stiamo programmando un incontro con l’avvocato Carissimi per valutare il da farsi. Sarete aggiornati.
Restiamo in attesa della risposta alla richiesta di accesso ai dati della Geoeco. Sarete aggiornati anche di questo. Gli amministratori di Aversa restano in attesa del miracoloso evento di un piano per la raccolta differenziata, prodotto da un insigne rifiutologo. Pare che sfugga un fatto molto semplice: se la Geoeco non riesce a garantire il pochissimo previsto da un pluriennale contratto, come faranno con un piano nuovo e molto più impegnativo? Mistero… Intanto si rimuove un pò di spazzatura in più e la catastrofe è ancora rimandata, un altro po’.
Tassa sui rifiuti. Se ne riparla, il tempo di fare seriamente il punto della situazione. Giudice di pace? Commissione tributaria? Vedremo.
arieccomi….
Torno dopo un lungo periodo di silenzio. Silenzio dovuto a motivi personali ma anche a un notevole senso di stanchezza. La situazione rifiuti è quella che tutti vediamo. Pare che l’unica via di uscita sia scendere fino in fondo, ed è quello che sta accadendo. Il commissario De Gennaro si è accorto, finalmente, che il piano era impraticabile, ma siamo ancora ben lontani da una revisione radicale e quindi siamo ancora ben lontani dalla fine dell’emergenza. Con la trasmissione di Anno zero dedicata all’emergenza campana ho visto la prima inchiesta seria trasmessa su una rete nazionale. Dobbiamo essere consapevoli che dietro un evento (perchè è un evento) del genere ci sono l’impegno, l’ostinazione, il rigore di quanti hanno cercato semplicemente di far conoscere la verità, una verità che urta contro interessi potentissimi. E’ stata dura, ma senza i movimenti di questi anni si continuerebbe senza alcuna remora a cercare di truffare i cittadini campani.
Le vicende aversane. Innanzitutto pubblico lo studio che (consulenza legale) abbiamo commissionato. E’ interessante, anche se non individua margini per un’azione collettiva. Bisogna organizzarsi per azioni di riconoscimento dei danni, ma bisogna farlo procedendo individualmente. Ci torneremo sopra, ma credo che sia necessario formare un comitato dedicato solo a questo. Poi qualche considerazione. In questi mesi ho avuto modo di vedere più da vicino il funzionamento di un’amministrazione comunale come quella di Aversa. Desolante. La qualità della nostra classe dirigente è meno che infima, l’arroganza è grande, l’incapacità sconfortante. Sarebbe persino una cosa comica, se non fosse per il fatto che ci vanno di mezzo le nostre vite. E comunque l’amministrazione di Aversa si è segnalata per incapacità e ritardo nell’affrontare i problemi.
Ma non si tratta solo di incapacità. Abbiamo presentato, a nome dell’Osservatorio cittadino sull’emergenza rifiuti, una richiesta di accesso ai dati che riguardano il rapporto tra Geoeco e Comune. Abbiamo chiesto di sapere quali somme il Comune ha pagato alla Geoeco negli ultimi tre anni, per quali specifici servizi, quali sono i costi di discarica, per quali quantità di rifiuti, quali somme il Comune ha recuperato dai materiali raccolti in modo differenziato. Abbiamo scoperto, leggendo il contratto con la Geoeco (e ci è voluta una rivolta di piazza per farlo uscire dai cassetti) che si sarebbe dovuto realizzare al 2008 un 35% di raccolta differenziata (percentuale molto al di sotto dei limiti di legge), che questo servizio costava 400.000 euro l’anno (oltre ai 3.300.000 di canone base, tutto più iva), ma che il Comune avrebbe risparmiato altrattanto di costi di discarica. E invece, è arrivato un aumento del 30%! Dovuto a cosa? All’aumento dei costi di discarica, ci hanno detto al Comune! Ora, se scoprissimo che è stato pagato il servizio di raccolta differenziata, ma senza alcun risparmio e senza recuperare niente dai materiali raccolti, non vi pare che ci troveremmo davanti ad una truffa? E una truffa che ha aggravato a dismisura una emergenza già gravissima? Ma per dire qualcosa con più precisione aspettiamo, pazientemente la risposta… Sarebbe una bella cosa se anche in altri comuni si avanzassero richieste del genere.
notizie
E’ arrivato lo studio di fattibilità dell’avvocato Carissimi, a disposizione dei sottoscrittori. Si tratta di 23 pagine da leggere con calma ed attenzione, appello agli avvocati che hanno aderito all’iniziativa: fatevi avanti.
Una notizia molto preoccupante: De Gennaro sta incontrando i sindaci delle aree calde: pare che abbia detto che forzerà i blocchi a costo di farlo con i carrarmati. Un vero duro, pronto a caricare donne e bambini. Nel caso succeda una cosa del genere, sarà davvero il momento di andare fino in fondo e di accertare quali sono gli interessi che stanno dietro a discariche e siti vari. In genere quando si vede che un piano è fallimentare lo si cambia, qui invece si insiste fino ad imporsi con la violenza contro cittadini già violentati da decenni di saccheggio e allarmati per la propria salute. Per proteggere chi e che cosa?
perché De Gennaro sta fallendo…
In questi tempi difficili (la caduta di Prodi è una pessima notizia per me) sembra quasi strano continuare a parlare dei rifiuti nostri, eppure si deve. Il piano di De Gennaro sta fallendo. In verità l’obiettivo era forse minimo, togliere la spazzatura dalle strade, ma anche questo minimo obiettivo rischia di diventare irraggiungibile e non è affatto questione di inceneritore, come ormai tutti possono vedere. Lentamente le amministrazioni comunali si stanno muovendo verso la raccolta differenziata e questo è un buon segno. Alcune amministrazioni si distinguono per inerzia e incapacità organizzativa e culturale, come quella di Aversa, pure, la direzione è presa. Ma dobbiamo sapere che se non si faranno, presto e bene, gli impianti di compostaggio necessari rischiamo ad ogni momento di tornare indietro (sapevate che i comuni campani hanno praticamente rifiutato di utilizzare i fondi europei per costruire questi impianti? e la Regione? zitta); lo stesso se non si affermerà il modello di raccolta porta a porta. Gli inceneritori non sono all’ordine del giorno, la spazzatura che produciamo ogni giorno invece sì e riduzione e recupero non sono opzionali.
Ma il problema del piano del commissario è un altro: i siti. Riprende quelli individuati da Bertolaso, riapre vecchie discariche. Le popolazioni insorgono, con una veemenza che ad occhi inconsapevoli può sembrare quasi folle. Non è affatto follia. Sul problema dei siti si incrociano drammaticamente il problema dell’avvelenamento da rifiuti tossici illegali, del ciclo ordinario dei rifiuti, del discredito ormai abissale degli organi dello stato in Campania, degli affari multimilionari della camorra e non solo.
Le discariche riaperte: ormai sono venuti fuori troppi casi di discariche che dovevano essere “normali” e invece sono state usate per nascondere i rifiuti tossici, Lo Uttaro, Pianura, adesso anche Villaricca. Gli organi dello stato che dovevano vigilare hanno avuto un atteggiamento a dir poco sconsiderato, vedi l’Arpac , l’Agenzia regionale per l’ambiente, che ha garantito per la riapertura di Lo Uttaro nascondendo la realtà, che quella discarica era pericolosa. A Pianura c’è voluta una mezza guerra civile per impedire un vero e proprio attentato ambientale. Come mai le discariche sono state utilizzate per i rifuti tossici? Non era più pericoloso? Riflettiamo. Se prendo un quintale di rifiuti tossici, facendomi pagare 100 euro per “smaltirlo”, e lo butto in una zona qualsiasi, posso essere scoperto mentre lo butto, lascio una traccia, il guadagno finisce lì. Ma se lo porto in discarica, basta cambiare una bolla di accompagnamento, il trasporto diventa legale, il rifiuto viene ben presto confuso tra quelli normali e, in più, percepisco anche un guadagno extra, perchè vengo pagato per quello che conferisco in discarica. Semplice ma geniale. Ci potremmo mai meravigliare se un domani emergesse che le discariche LEGALI sono state usate massicciamente così? D’altra parte se si voleva chiuderle era, credo, per un meccanismo del genere.
Siti di stoccaggio provvisori: come si fa a stoccare provvisoriamente l’immondizia non trattata? Proprio ieri i miei amici di Tana Lab hanno visto uno di questi siti provvisori a Marruzzella, vicino San Tammaro: una bomba ecologica piazzata in mezzo a coltivazioni di grano e broccoli. Sempre in nome dell’emergenza. Ci meravigliamo se la gente non li vuole?
Discariche. Per quelle individuate dal piano Bertolaso vale il giudizio espresso dalle Assise di Marigliano, i criteri di scelta sono strani, a dir poco. Si tratta di siti vicini a zone abitate, in aree economicamente pregiate, con caratterisitche geologiche che li rendono inadatti o costosissimi da mettere in sicurezza. Si tratta a volte di terreni sequestrati alla camorra. Sapete cosa succede se vengono restituiti ai propietari? Che lo stato deve pagare profumatissimamente l’utilizzo del terreno. Diciamo che se io avessi un pezzo di terreno in Campania, mi augurerei con tutte le mie forze che venisse usato per i rifiuti. Ebbene, in queste condizioni, senza nessuna possibilità di garantire che le discariche vecchie e nuove siano gestite a norma (e da quello che ho visto ieri, davvero non c’è possibilità), si chiede alle popolazioni di farsene aprire una in casa, mettendo a rischio salute e attività economiche. E con la certezza che intanto qualcuno ci sta guadagnando profumatamente.
Ma qui interviene la disinformazione. Si agisce come se non esistessero alternative. Le alternative invece esistono, e da tempo. Una équipe guidata dal professor Giovambattista de’ Medici individuò a suo tempo, su richiesta di Bertolaso, una serie di siti adatti, sia per caratteristiche del terreno, sia per lontananza da zone popolate, sia per accessibilità stradale (lo trovate su www.napoliassise.it ). Studio ricevuto e messo da parte. Perché? Non si sa.
Di chi sono i terreni a vario titolo impiegati per i rifiuti? Come sono stati scelti? Quanto guadagnano i loro propietari? Quali passaggi di propietà ci sono stati prima della loro individuazione? La Commissione parlamentare di inchiesta ha denunciato alcuni casi (senza indicare nomi) perlomeno sospetti. Eppure la situazione è tale che non ci possiamo più permettere nessun sospetto. Se non si fa emergere l’intreccio di interessi (interessi miliardari, tanto per cambiare) che sta dietro la scelta dei siti, o se almeno non si motiva con logica inoppugnabile questa scelta (cosa quasi impossibile), le popolazioni continueranno a sollevarsi e lo faranno in ogni modo. Continuare questa logica del fatto compiuto, delle scelte indiscutibili, precipiterà la Campania nel baratro. In verità il cambio dei siti non è sufficiente, troppo screditate tutte le autorità statali e locali per poter rassicurare la gente, ma è una condizione necessaria. E non sarebbe nemmeno una soluzione velocissima: il professor de’ Medici disse in conferenza stampa che occorrono 40 giorni per allestire a norma un sito in una zona adeguata dal punto di vista geologico (figuratevi gli altri). Ma fate due conti: questa soluzione è stata proposta almeno un anno fa. Potevamo essere abbondantemente fuori dall’emergenza ora, se fosse stata adottata.
E’ paradossale discutere di discariche per chi, come me, pensa che si debba puntare al recupero. Ma la condizione della Campania è ormai disperata, solo il freddo ci ha salvato finora dalla catastrofe e non durerà in eterno. Bisogna liberare le strade e contemporaneamente attrezzarsi ad un ciclo sensato di gestione dei rifiuti, che tra l’altro può anche essere fonte di guadagno. Così come bisogna continuare a ripetere che se avessimo una classe dirigente locale degna di questo nome, non saremmo arrivati a questo punto, anche in presenza di abomini come quello della gestione commissariale degli ultimi (sic) 14 anni. Eppure mai in come questo caso dobbiamo essere consapevoli che la soluzione non è semplice, è complessa, ma esiste e dobbiamo proporla con forza. Questo è tanto più vero in una situazione come quella della zona aversana, talmente congestionata che non ha nessun sito da attrezzare. Qui non ha molto senso chiedere semplicemente di liberare le strade. Dobbiamo chiedere tutti insieme che sia cambiato il piano per quello che riguarda i siti da utilizzare. E dobbiamo chiedere che sia fatta piena luce sui guadagni che i vecchi siti hanno fatto realizzare: chi, come, quanto. Solo così potremo accettare che si aprano nuove discariche da qualche parte in Campania.
aggiornamenti
Ho parlato poco fa con l’avvocato Carissimi. Lo “studio di fattibilità” dovrebbe essere pronto al massimo per martedì della settimana prossima, con qualche speranza per venerdì di questa settimana. Siccome per ora è “solo” di venti pagine, preparatevi ad una piacevole lettura.
Crisi spazzatura. Il piano di De Gennaro, la richiesta di dimissioni per Pecoraro. Il piano di De Gennaro non ha niente di nuovo e inutilmente avevamo sperato. Molte possibilità di nuove proteste popolari e per buoni motivi: assoluta mancanza di trasparenza nei criteri di scelta dei siti, e con molti precedenti sospetti sia per favori a gestioni criminali, sia per l’occultamento di situazioni ad altissimo rischio ambientale (vedi Pianura e Lo Uttaro). Mi colpisce molto che nessun giornalista sia mai stato preso dalla curiosità di verificare a chi appartengono i tanti siti coinvolti a vario titolo (discariche, siti di trasferenza, siti di stoccaggio) nel ciclo rifiuti. Scommettiamo che se si andasse a scavare un po’ (solo un po’) si scoprirebbe che persone vicinissime ai politici più importanti hanno fatto guadagni ultramilionari con questi terreni?
Il Pecoraro espiatorio, come dice Grillo. Pecoraro Scanio è indifendibile, come tutti i politici campani, veri esempi di barbari devastatori. Non è giusto accreditare la versione ufficiale, che vuole la Campania in difficoltà per il fondamentalismo verde, ma vedo che nemmeno lui è nella condizione di dire uno straccio di verità: e cioè che il piano rifiuti è affondato sotto i colpi della magistratura e sotto il suo peccato di fondo: essere un piano finalizzato a far guadagnare a poche persone cifre colossali, senza nessuna credibilità tecnica e pratica. Ma questo non si può dire finché Bassolino è al potere. Peggio per lui.
anna maria
Ho ricevuto questa lettera da Anna Maria Mattiello. E’ una lettera privata, ma penso di non fare male a pubblicarla, almeno in gran parte. Mi sembra che possa suggerirci qualcosa in questo momento di impasse in cui siamo. Le montagne di rifiuti ormai fanno parte del paesaggio urbano, eppure, anche così, si può sempre peggiorare. E poi… mi hanno fatto talmente piacere le parole di Anna Maria che non ho resistito, cedo un po’ anche ad n pizzico di vanità. Perdonatemi.
comunicato dell’Osservatorio
Pubblichiamo il comunicato stampa dell’Osservatorio cittadino sull’emergenza rifiuti
Mercoledì 16 gennaio 2008, si è riunita presso il Comune di Aversa l’unità di crisi per l’emergenza rifiuti, promossa dal sindaco dott. Ciaramella, alla quale ha partecipato quale rappresentante dell’Osservatorio Nino Gravino. I risultati dell’incontro sono poi stati discussi nell’assemblea settimanale dell’Osservatorio, che si è tenuta alle ore 19,00 presso l’ex Macello. L’assemblea ha ascoltato attentamente sia Nino Gravino che Alessandro Gatto e ha ritenuto di esprimere la seguente valutazione. Si ritiene positiva e da perseguire ogni iniziativa che allarghi le possibilità di confronto tra istituzioni comunali e cittadini, per cui i rappresentanti dell’Osservatorio continueranno a partecipare ai lavori; appare però improprio definire “unità di crisi” un organismo informale, privo di poteri organizzativi e in cui mancano i rappresentanti delle associazioni di produttori e del Consorzio che gestisce il ciclo dei rifiuti nella nostra città. E’ opportuno che l’iniziativa continui come tavolo di confronto tra tutte le componenti della società aversana che possono utilmente contribuire, con proposte e iniziative, ad affrontare la gravissima emergenza che stiamo vivendo. L’esistenza, pure positiva, di questa sede di confronto, non deve però assolutamente far passare in secondo piano che l’Amministrazione Comunale deve prendere con la massima urgenza misure concrete ed efficaci innanzitutto per ridurre la quantità di rifiuti destinata ad ammassarsi nelle nostre strade nei prossimi giorni e in secondo luogo per recuperare quanto più possibile; in terzo luogo per attrezzarsi insieme all’ASL (che tace) ad affrontare un provabilissima emergenza sanitaria. Si tratta, ad esempio, di quello che si sta facendo a Caserta, dove il sindaco ha imposto ai commercianti di raccogliere in modo differenziato i rifiuti e ha organizzato spazi di raccolta. Abbiamo già detto, e ripetiamo, che queste misure, di cui abbiamo presentato un quadro nella proposta di delibera portata al Consiglio comunale aperto, non possono essere intese come una fase 2 dell’emergenza, dopo la rimozione dei rifiuti. La crisi dura da circa tre mesi e nessuno è in grado di prevedere quali saranno i tempi di risoluzione. Rinviando sine die l’organizzazione di politiche, anche semplici ed essenziali, di riduzione e recupero dei rifiuti, si sta compiendo un grave atto di irresponsabilità nei confronti della cittadinanza. Ci sono misure che possono essere adottate subito, con ordinanza sindacale, altre che vanno preparate attraverso il confronto, ma che comunque richiedono tempi brevi. In nessun caso è accettabile che si continui a rinviare ogni misura organizzativa. Non possiamo assistere passivamente a questa sorta di fatalismo che nessuna Amministrazione, responsabile della salute dei cittadini, può permettersi. Chiediamo che in tempi brevissimi il sindaco presenti al Consiglio comunale e alla città l’insieme delle misure con cui intende affrontare l’emergenza, la tempistica per l’adozione di un piano di raccolta differenziata, il quadro degli effettivi rapporti con il consorzio Geoeco. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, chiediamo che si porti subito a conoscenza la cittadinanza e le associazioni impegnate sui temi ambientali dei termini contrattuali tra il Comune e la Geoeco e dei cambiamenti che si intendono apportare, come abbiamo già richiesto nel Consiglio comunale aperto, appellandoci alla legge sulla trasparenza. Non possiamo tacere che la Geoeco, con le sue inefficienze, la sua gestione clientelare del personale, la sua totale assenza di progettualità e capacità di pianificazione, è un elemento fondamentale di questa emergenza infinita. E’ un nodo da affrontare con decisione. Da questo punto di vista, la probabile data del 28 Gennaio per il prossimo Consiglio comunale risulta già drammaticamente tardiva a fronte delle dimensioni di un disastro che solo le basse temperature hanno mantenuto al di sotto della tragedia. E’ tempo di prendere decisioni immediate, trasparenti e meditate, ma immediate.
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