Inserito da: melisenda | Luglio 31, 2007

misoginia… bellezza… Antonioni…

Serata televisiva su rai3, ogni tanto si può. Una trasmissione sulla condizione femminile in Italia, intervengono le donne storicamente più impegnate: Dacia Maraini, Barbara Pollastrini… Le cifre nude e crude sono da brivido: da una parte la presenza infima delle donne nei posti dove si decide e si governa, persino nella scuola, di cui si lamenta sempre la femminilizzazione; dall’altra una serie impressionante di violenze fisiche e psicologiche, e alzi la mano chi non ne conosce direttamente almeno un caso, senza delimitazioni di classe sociale. Veramente c’è un regresso nel nostro paese. E certi rigurgiti di maschilismo vengono contrabbandati come vezzi linguistici. Le donne sono cambiate, la loro posizione nella società è cambiata, ma l’immaginario collettivo, i simboli con cui gli uomini guardano le donne e le donne guardano gli uomini, sono cambiati molto di meno. La violenza maschile oggi sa molto più di paura, di un’identità in crisi, del disagio di chi si trova davanti una realtà cambiata, dell’incapacità di costruirsi un’immagine di sé che non sia basata sull’archetipo della inferiorità femminile. Non per questo la violenza è meno devastante, anzi, lo è ancora più perché non serve nemmeno a riaffermare un ordine delle cose che non c’è più, è solo distruttiva. Ogni uomo che riesca a riflettere sulla propria difficoltà a entrare in contatto con le donne rende un servizio a se stesso e alle donne. Ogni donna che si sottrae alla violenza e alla sopraffazione di qualsiasi tipo, si tutela e aiuta altri uomini a capire meglio.

Poi, speciale su Antonioni, scomparso ieri. Sono rimasta molto colpita dalle immagini di bellezza femminile nei suoi film. Non donne travestite da macchine-di-piacere, la devastante icona che tv e pubblicità ci ripropongono in modo avvilente e ossessivo. Ma donne, ognuna con la sua personalità, con la sua intensità, con il suo modo di essere. Non un’unica immagine di donna, ma tante individualità. Spettinate, composte, con il vento tra i capelli, capelli sciolti, raccolti, vestite haute couture o col golfino, ingenue o conturbanti… Uno sguardo infinitamente più vero della plastica che ci viene rovesciata addosso. Sarebbe già un grosso passo avanti se le immagini femminili fossero riportate a naturalezza e verità.  

Una considerazione che faceva Irigaray, credo. La misoginia si fonda sull’idea che tutte le donne siano uguali, che esista un solo tipo femminile, che le donne non abbiano individualità. Pensiamoci quando accettiamo passivamente stereotipi, e facciamo decidere alle leggi di mercato cosa è femminile e cosa no.  


Risposte

  1. Concorderei appieno con la tesi di Irigaray. La donna sarà sempre, per l’uomo solo la donna.

    Come diceva anche Benigni: “siete tutte la Marina!”


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie