Inserito da: melisenda | Agosto 22, 2007

acronismi…

Lo so, parlare ora di precariato e legge Biagi può sembrare “acronico”, nel senso che se ne è discusso ben 20 giorni fa e ora l’attenzione è concentrata su altri temi. Eppure, a volte gli acronismi sono necessari.  Il tema è stato sollevato quando si è chiuso l’accordo per la riforma delle pensioni: una parte del centrosinistra ha chiesto il superamento della legge Biagi sul mercato del lavoro. Risposte varie, dall’accusa di ideologismo a quella di irresponsabilità. Accuse condivise anche da Gavino Angius, della sinistra ds. Avevo detto, in un dibattito sul blog di Antonio Vergara, che questo tipo di discussione mi sembrava del tutto falsato. Ora ho recuperato un po’ di materiale, devo dire senza alcuna fatica. Il superamento della legge Biagi, o almeno una sua radicale revisione, è una parte scritta nera su bianco del programma con cui l’Ulivo ha vinto le elezioni (pagg. 156  seguenti, pagg. 40 e seguenti dell’ “Albero del programma“, una richiesta precisa della Cgil, un proclama più volte ripetuto di Prodi.
Ora si profila uno scontro politico interno alla maggioranza di governo, con l’immancabile divisione tra “chi ha senso di responsabilità” e chi non ne ha (vedi dichiarazioni di Angius).
Bene. Non ho nessuna simpatia per contenuti e toni di molte posizioni di Rifondazione comunista, anzi mi definirei una decisa antipatizzante di Bertinotti e soci. Ma, e sottolineo ma, mi indigna e mi amareggia che esponenti politici e uomini di governo considerino un programma elettorale come una specie di specchietto per le allodole. Lo slogan “per ua buona occupazione” è stato uno dei centri della campagna elettorale. Ora non solo si rinvia sine die il tema del precariato, ma si afferma anche il contrario di quanto si è promesso agli elettori!! Che razza di classe dirigente abbiamo? L’unica cosa su cui i nostri politici si muovono con coerenza e determinazione inossidabili è la difesa dei loro personali privilegi!
E se posso dire la mia impressione, qui ancora una volta si vuole competere nell’economia internazionale sulla pelle dei lavoratori. Sempre più spesso i giovani italiani vanno a fare i precari all’estero (fate un giro per Dublino, se non ci credete), dove almeno sono ben pagati e hanno un sistema di assistenza che funziona davvero. A nessuno viene in mente che sarebbe altrettanto urgente riformare l’istruzione pubblica, ma, oddio, là ci sarebbe da mettere mano all’orrenda legge Moratti, che ha inchiodato la scuola italiana al sistema elaborato da Gentile nel 1927!!
Scusate la pesantezza del post e lo sfogo, ma… a volte mi ci vuole…


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