A settembre dovrebbe andare in funzione l’inceneritore di Acerra, la “cosa” che secondo alcuni dovrebbe mettere fine all’emergenza rifiuti. Ovviamente non sarà così, si accettano scommesse.
Intanto viviamo nell’ordinario degrado dell’immondizia accumulata. Devo dire la verità, ormai non mi indigno nemmeno più, sembra tutto ineluttabile. Il 25 giugno il Comitato “Allarme per i rifiuti tossici” ha scritto a Napolitano una lunga lettera, che bene riprende tutti i punti cruciali di questa tragedia campana. Ci piacerebbe che il Presidente della Repubblica dedicasse alla spazzatura la stessa attenzione che ha dato al tema della sicurezza sul lavoro. Qui è arrivato già un risultato concreto, una legge delega che riordina la legislazione vigente e stringe da subito su alcuni aspetti cruciali.
Cosa ci vorrebbe per la nostra martoriata regione? Non sono un tecnico, posso solo dare la mia opinione personale.
Io credo che due risultati sarebbero particolarmente importanti, non tanto dal punto di vista tecnico, quanto da quello culturale e simbolico.
1) Realizzazione immediata della raccolta differenziata spinta in tutti i Comuni della Regione. Servirebbe a ridurre il problema, a generare qualche risorsa, a creare una concreta cultura della riduzione dei rifiuti. E si potrebbero coinvolgere le grandi catene commerciali nel recupero dei materiali riciciclabili e nella diffusione di prodotti più ecologici (ad es. vendita di detersivi sfusi, anziché negli ingombrantissimi imballi). Qualcuno mi dimostri che è troppo complicato.
2)Istituzione del Registro regionale dei tumori. L’altra faccia del problema rifiuti è il traffico illegale di rifiuti tossici. Le dimensioni del problema sono ormai note negli ambienti specialistici, tanto che circolano progetti per convertire gran parte dell’agricoltura regionale al non alimentare, dato lo stato di tossicità dei terreni. Io penso che qui ci sia un enorme problema di informazione e di democrazia. Penso che noi cittadini abbiamo il diritto di sapere, sono convinta che ci sono troppi interessi a che le reali dimensioni dell’avvelenamento del territorio rimangano sotto traccia. L’istituzione del Registro dei tumori, che deve essere istituito con una legge regionale, significherebbe avere una stima ufficiale e incontrovertibile di quello che sta succedendo, significherebbe la volontà di esaminare da vicino e verificare lo stato di salute di noi cittadini. Ci sono paesi della zona aversana dove ormai non c’è più una famiglia che non sia colpita dal tumore. E’ una tragedia, una catastrofe e TROPPE PERSONE HANNO INTERESSE A TENERLA NASCOSTA.
Due richieste, due iniziative. Come possiamo fare per farci sentire?
Inserito da: melisenda | Agosto 31, 2007
Due richieste….
Pubblicato in Immondizia in Campania, Napolitano, Registro dei tumori, raccolta differenziata
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