Inserito da: melisenda | Gennaio 7, 2008

tragedia

Inutile trovare aggettivi per la situazione che stiamo vivendo: è una tragedia. Eppure, cerchiamo di ragionare. La crisi attuale è stata talmente annunciata che è quasi impossibile pensare che sia arrivata così, per fatalità. Ed è stranissimo che nessuno, ma proprio nessuno, abbia messo in campo quelle semplici regole di buon senso che potevano limitare i danni ed evitare la catastrofe. A pensare male, diceva Andreotti, si fa peccato ma difficilmente si sbaglia. Pare che l’unico sbocco consentito di questa crisi sia la corsa all’incenerimento, prima discariche a tutto spiano , poi incenerimento. Non solo in Campania, ma in tutta Italia, vedi la campagna protermovalorizzatore condotta a Firenze. Come mai? Vi ricordate i Cip6? Gli incentivi statali concessi a chi produce energia dai rifiuti? Bene. Possono essere concessi ancora per tre mesi, poi basta, lo ha stabilito l’ultima finanziaria (articolo 2 commi da 143 a 157). L’altra forma di incentivazione, i certificati verdi, è concessa alle fonti rinnovabili. Tra le fonti rinnovabili la spazzatura non c’è, o meglio, secondo la normativa europea, solo la parte organica dei rifiuti può essere considerata tale. Sfortuna vuole che quella parte sia anche quella che brucia di meno e inquina non poco. Secondo buon senso sarebbe meglio farne fertilizzante o altro. Appunto, buon senso. Ma il buon senso non produce un appalto di 800 (ottocento) milioni di euro per Acerra; non rende 70 milioni di euro l’anno (incentivi statali all’inceneritore di Brescia) e così via… Così, la partita dell’incenerimento si gioca entro i prossimi tre mesi.
Questa potrebbe essere una possibile chiave di lettura della crisi di questi giorni. Fino a quando durerà? Ci sono tre mesi di tempo per chiudere la partita, a meno che non intervenga prima con chiarezza l’Unione europea. Prepariamoci a una lunga e dura marcia.
Pericoli per la salute, disastro ambientale, aumento dei tumori? Quando il potere si chiude in se stesso diventa patologico e questo è uno dei casi. Ai signori della spazzatura ipnotizzati dai guadagni non potrebbe importare di meno delle nostre vicende. A noi invece deve importare moltissimo. Ed è per questo che non smetteremo di farci sentire, e pazienza se ci attireremo qualche epiteto poco lusinghiero. La nostra vita contro il loro guadagno.

Bassolino. C’era un tempo in cui si usava dimettersi da cariche pubbliche quando si era sotto inchiesta, raccontano che questa  strana usanza (non ancora dismessa fuori d’Italia) spingesse qualcuno alle dimissioni perfino in presenza di un semplice avviso di garanzia. L’ultimo ricordo di cose del genere risale a Di Pietro, che si dimise da ministro per affrontare un’inchiesta, che pure non aveva attinenza con la sua carica. Ora, Bassolino è sotto processo per truffa aggravata ai danni dello stato, per vicende relative al ciclo dei rifiuti. Arriva al processo nel pieno controllo del suo sistema di potere, esercita funzioni relative alle stesse cose per cui è sotto processo. E’ probabile che se cade lui cadrà anche il centrosinistra. Ma la sua permanenza è peggio che rischiare un salto nel vuoto. Ovviamente è inutile aspettarsi un gesto disinteressato da chi ha costruito un sistema di potere inespugnabile. Ma non per questo si può rinunciare a pensare con la propria testa. Notiamo che anche il quotidiano Repubblica ha messo da parte ogni scrupolo purista. Mi pare che per Bassolino non sia stata nemmeno evocata l’opportunità di dare le dimissioni. Sono argomenti scabrosi.


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