Posted by: melisenda | Gennaio 19, 2008

anna maria

Ho ricevuto questa lettera da Anna Maria Mattiello. E’ una lettera privata, ma penso di non fare male a pubblicarla, almeno in gran parte. Mi sembra che possa suggerirci qualcosa in questo momento di impasse in cui siamo. Le montagne di rifiuti ormai fanno parte del paesaggio urbano, eppure, anche così, si può sempre peggiorare. E poi… mi hanno  fatto talmente piacere le parole di Anna Maria che non ho resistito, cedo un po’ anche ad n pizzico di vanità. Perdonatemi.

Cara Gabriella,
ogni giorno visito il tuo blog nella speranza  di trovare qualche notizia confortante in questa tragedia annunciata che ci troviamo a vivere. Purtroppo non ci sono molti spiragli, ma la voglia di lottare è tanta. Le nostre Amministrazioni sono sorde, distratte, incompetenti (o fingono di esserlo per lasciare tutto così com’è). Spesso leggo le tue parole e mi sembra avrei potuto scriverle io, tanto i sentimenti, i pensieri, le perplessità che esprimi sono simili ai miei. A volte ne traggo qualche spunto di riflessione , e a volte qualche tuo scritto ha rappresentato una traccia sulla quale ho sviluppato qualche mia proposta all’Amministrazione. Di questo ti ringrazio.  Nel nostro paese è cominciata una differenziata monca , nel senso che prendono solo i rifiuti differenziati, lasciando secco e umido. Per le strade giacciono sacchetti  da più di 40 giorni e non è ancora stato individuato un sito di stoccaggio provvisorio. La settimana prossima, col gruppo di volontari di cui faccio parte,  inizieremo degli incontri di formazione per i cittadini. Ne sono previsti 4 nei vari plessi scolastici dislocati nel paese, e, inoltre, pensiamo di effettuare un’informazione - formazione nelle case (in  riunioni  tipo quelle per la vendita delle pentole).  Ci siamo riproposti di far capire a tutti che la soluzione della crisi non è vicina e, per questo, la raccolta differenziata è più che mai necessaria. Speriamo bene!
Ciao
Anna Maria Mattiello
Posted by: melisenda | Gennaio 18, 2008

comunicato dell’Osservatorio

Pubblichiamo il comunicato stampa dell’Osservatorio cittadino sull’emergenza rifiuti

Mercoledì 16 gennaio 2008, si è riunita presso il Comune di Aversa l’unità di crisi per l’emergenza rifiuti, promossa dal sindaco dott. Ciaramella, alla quale ha partecipato quale rappresentante dell’Osservatorio Nino Gravino. I risultati dell’incontro sono poi stati discussi nell’assemblea settimanale dell’Osservatorio, che si è tenuta alle ore 19,00 presso l’ex Macello. L’assemblea ha ascoltato attentamente sia Nino Gravino che Alessandro Gatto e ha ritenuto di esprimere la seguente valutazione. Si ritiene positiva e da perseguire ogni iniziativa che allarghi le possibilità di confronto tra istituzioni comunali e cittadini, per cui i rappresentanti dell’Osservatorio continueranno a partecipare ai lavori; appare però improprio definire “unità di crisi” un organismo informale, privo di poteri organizzativi e in cui mancano i rappresentanti delle associazioni di produttori e del Consorzio che gestisce il ciclo dei rifiuti nella nostra città. E’ opportuno che l’iniziativa continui come tavolo di confronto tra tutte le componenti della società aversana che possono utilmente contribuire, con proposte e iniziative, ad affrontare la gravissima emergenza che stiamo vivendo. L’esistenza, pure positiva, di questa sede di confronto, non deve però assolutamente far passare in secondo piano che l’Amministrazione Comunale deve prendere con la massima urgenza misure concrete ed efficaci innanzitutto per ridurre la quantità di rifiuti destinata ad ammassarsi nelle nostre strade nei prossimi giorni e in secondo luogo per recuperare quanto più possibile; in terzo luogo per attrezzarsi insieme all’ASL (che tace) ad affrontare un provabilissima emergenza sanitaria. Si tratta, ad esempio, di quello che si sta facendo a Caserta, dove il sindaco ha imposto ai commercianti di raccogliere in modo differenziato i rifiuti e ha organizzato spazi di raccolta. Abbiamo già detto, e ripetiamo, che queste misure, di cui abbiamo presentato un quadro nella proposta di delibera portata al Consiglio comunale aperto, non possono essere intese come una fase 2 dell’emergenza, dopo la rimozione dei rifiuti. La crisi dura da circa tre mesi e nessuno è in grado di prevedere quali saranno  i tempi di risoluzione. Rinviando sine die l’organizzazione di politiche, anche semplici ed essenziali, di riduzione e recupero dei rifiuti, si sta compiendo un grave atto di irresponsabilità nei confronti della cittadinanza. Ci sono misure che possono essere adottate subito, con ordinanza sindacale, altre che vanno preparate attraverso il confronto, ma che comunque richiedono tempi brevi. In nessun caso è accettabile che si continui a rinviare ogni misura organizzativa. Non possiamo assistere passivamente a questa sorta di fatalismo che nessuna Amministrazione, responsabile della salute dei cittadini, può permettersi. Chiediamo che in tempi brevissimi il sindaco presenti al Consiglio comunale e alla città l’insieme delle misure con cui intende affrontare l’emergenza, la tempistica per l’adozione di un piano di raccolta differenziata,   il quadro degli effettivi rapporti con il consorzio Geoeco. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, chiediamo che si porti subito a conoscenza la cittadinanza e le associazioni impegnate sui temi ambientali dei termini contrattuali tra il Comune e la Geoeco e dei cambiamenti che si intendono apportare, come abbiamo già richiesto nel Consiglio comunale aperto, appellandoci alla legge sulla trasparenza. Non possiamo tacere che la Geoeco, con le sue inefficienze, la sua gestione clientelare del personale, la sua totale assenza di progettualità e capacità di pianificazione, è un elemento fondamentale di questa emergenza infinita. E’ un nodo da affrontare con decisione. Da questo punto di vista, la probabile data del 28 Gennaio per il prossimo Consiglio comunale risulta già drammaticamente tardiva a fronte delle dimensioni di un disastro che solo le basse temperature hanno mantenuto al di sotto della tragedia. E’ tempo di prendere decisioni immediate, trasparenti e meditate, ma immediate.  

Posted by: melisenda | Gennaio 15, 2008

un po’ di notizie

Non ho commentato subito il Consiglio comunale aperto di Venerdì scorso. Sono state presentate due proposte di delibera, cerco di pubblicare quella che ho illustrato io, (delibera osservatorio), l’altra, presentata da Luca De Rosa era sulla tassa rifiuti. La mia impressione è che questa Amministrazione comunale non sappia e non voglia affrontare l’emergenza, se non cercando o aspettando altri siti. Da quello che si vede in televisione pare  che non sia una caratteristica solo di Aversa, ma questo non rende meno grave la situazione. Domani pomeriggio si riunisce l’unità di crisi formata su richiesta del sindaco, a cui parteciperà anche Nino Gravino in rappresentanza dell’Osservatorio. Dopo si potrà fare una valutazione più completa. Rimango del parere che si debba fare di tutto per avviare forme di auto-organizzazione, come segno di protesta civile verso una classe politica del tutto inadeguata. Credo che l’inerzia di fronte all’emergenza, il rifiutarsi di prendere anche misure semplici e concrete per alleggerire la situazione, rappresenti una sorta di omissione di atti d’ufficio e come tale vada evidenziata. Intanto continua il martellamento pro-inceneritori, come se fosse un modo sensato di affrontare il problema.

Domani sera, ore 19,00 riunione all’ex Macello

Posted by: melisenda | Gennaio 10, 2008

aggiornamenti e valutazioni

Domani pomeriggio Consiglio Comunale aperto sull’emergenza rifiuti. L’Osservatorio cittadino porta alla discussione una proposta di delibera, non si può mai sapere.
Tra una settimana dovremmo avere il parere legale dello studio Ambiente legale di Terni. Intanto cerco di pubblicare la fattura, se ci riesco .fattura

Il piano del governo Prodi per l’emergenza rifiuti. Proviamo a dire qualcosa in termini molto semplici.
La scelta di De Gennaro. Non mi piace. Sembra che la questione sia inquadrata come un problema di ordine pubblico e questo non promette niente di buono. Se poi penso che De Gennaro se n’è andato con l’ombra di aver indotto a false testimonianze per i fatti del G8 di Genova… Che dire, speriamo che non sia stato mandato a fare quello che auspica il sindaco-sceriffo di Salerno (”aprire le discariche anche con il carrarmato”, è possibile avanzare qualche dubbio sull’equilibrio di chi fa affermazioni del genere? soprattutto se è un rappresentante delle istituzioni?).

La ricerca dei siti. Non mi piace. Si riprende un contestato programma di individuazione tal quale ( come la spazzatura? sì), quando le conclusioni della Commissione parlamentare avrebbero dovuto suggerire ben altra cautela (relazione commissione ). E poi su questo argomento vedo una superficialità spaventosa. Fino a quando non si prenderà atto che ormai quando si sceglie un sito in Campania si deve tenere conto dell’inquinamento pregresso dovuto ai rifiuti tossici, avremo sempre, e giustamente, rivolte popolari e anche molto dure. Che credibilità può avere Bassolino o altri quando dice che Pianura e sicura e chiuderà presto, quando nessuno si è mai preoccupato di verificare le condizioni reali di partenza. Leggete la relazione della Commissione e guardate cosa è successo a Lo Uttaro.

Inceneritori. Non mi piace, ma quello è probabilmente una parte che naufragherà da sola, per i motivi di cui abbiamo parlato qualche volta. Certo, se il governo punta davvero su quello e in tempi brevi, è destinato a fare una pessima figura. Come minimo.

Raccolta differenziata. Mi piace, molto. Piani di raccolta entro 60 giorni o scioglimento dei Comuni. Credo che da un punto di vista giuridico sia problematico, ma è una cosa che deve andare necessariamente al punto successivo. 

Scioglimento dei Consorzi di gestione dei rifiuti. Bene, anzi benissimo, quella è la seconda grande causa del disastro. Consorzi strapieni di personale pagato per non lavorare, rimpinzati di protetti politici e pronti a lucrare su ogni emergenza. Solo che per andare in porto questa misura ha bisogno di un piano di riciclo dei lavoratori in più (so cosa state pensando, non si può licenziarli e basta? In Italia? vi sembra realistico?). Sarebbe ora che anche il sindacato si svegliasse dal suo sonno profondo rispetto all’emergenza e cominciasse ad avanzare delle proposte in merito.

Più ombre che luci, quindi. Ma poche volte ho sperato di avere torto come stavolta.

p.s. forse ho dei problemi con i file pdf. Qualcuno mi dice se si riesce a visualizzare i link ai documenti? e se no, qalcuno sa spiegarmi perché? Grazie in anticipo.

Posted by: melisenda | Gennaio 7, 2008

pensare agendo…

Non dimenticate che mercoledì 9 gennaio presso l’ex Macello di Aversa (quando cambierà nome?) c’è l’assemblea cittadina indetta dall’Osservatorio aversano emergenza rifiuti. Argomenti:

  1. proposta di delibera da portare al Consiglio comunale aperto (e se non lo vogliono fare? la mettiamo sui manifesti…)
  2. organizzazione di una raccolta differenziata autonoma
  3. altre forme di protesta. Riscuote molta simpatia la proposta di Sergio (Giovanni) Fabozzi di raccogliere le tessere elettorali e spedirle a … sindaco? presidente? Ci penseremo…
  4. tutto quello che decidiamo di discutere. Io proporrei un convegno sul recupero dei rifiuti. Ne hanno organizzato uno a Napoli in tre giorni, possiamo farlo anche qui, abbiamo tutti bisogno di informazione…. 
Posted by: melisenda | Gennaio 7, 2008

tragedia

Inutile trovare aggettivi per la situazione che stiamo vivendo: è una tragedia. Eppure, cerchiamo di ragionare. La crisi attuale è stata talmente annunciata che è quasi impossibile pensare che sia arrivata così, per fatalità. Ed è stranissimo che nessuno, ma proprio nessuno, abbia messo in campo quelle semplici regole di buon senso che potevano limitare i danni ed evitare la catastrofe. A pensare male, diceva Andreotti, si fa peccato ma difficilmente si sbaglia. Pare che l’unico sbocco consentito di questa crisi sia la corsa all’incenerimento, prima discariche a tutto spiano , poi incenerimento. Non solo in Campania, ma in tutta Italia, vedi la campagna protermovalorizzatore condotta a Firenze. Come mai? Vi ricordate i Cip6? Gli incentivi statali concessi a chi produce energia dai rifiuti? Bene. Possono essere concessi ancora per tre mesi, poi basta, lo ha stabilito l’ultima finanziaria (articolo 2 commi da 143 a 157). L’altra forma di incentivazione, i certificati verdi, è concessa alle fonti rinnovabili. Tra le fonti rinnovabili la spazzatura non c’è, o meglio, secondo la normativa europea, solo la parte organica dei rifiuti può essere considerata tale. Sfortuna vuole che quella parte sia anche quella che brucia di meno e inquina non poco. Secondo buon senso sarebbe meglio farne fertilizzante o altro. Appunto, buon senso. Ma il buon senso non produce un appalto di 800 (ottocento) milioni di euro per Acerra; non rende 70 milioni di euro l’anno (incentivi statali all’inceneritore di Brescia) e così via… Così, la partita dell’incenerimento si gioca entro i prossimi tre mesi.
Questa potrebbe essere una possibile chiave di lettura della crisi di questi giorni. Fino a quando durerà? Ci sono tre mesi di tempo per chiudere la partita, a meno che non intervenga prima con chiarezza l’Unione europea. Prepariamoci a una lunga e dura marcia.
Pericoli per la salute, disastro ambientale, aumento dei tumori? Quando il potere si chiude in se stesso diventa patologico e questo è uno dei casi. Ai signori della spazzatura ipnotizzati dai guadagni non potrebbe importare di meno delle nostre vicende. A noi invece deve importare moltissimo. Ed è per questo che non smetteremo di farci sentire, e pazienza se ci attireremo qualche epiteto poco lusinghiero. La nostra vita contro il loro guadagno.

Bassolino. C’era un tempo in cui si usava dimettersi da cariche pubbliche quando si era sotto inchiesta, raccontano che questa  strana usanza (non ancora dismessa fuori d’Italia) spingesse qualcuno alle dimissioni perfino in presenza di un semplice avviso di garanzia. L’ultimo ricordo di cose del genere risale a Di Pietro, che si dimise da ministro per affrontare un’inchiesta, che pure non aveva attinenza con la sua carica. Ora, Bassolino è sotto processo per truffa aggravata ai danni dello stato, per vicende relative al ciclo dei rifiuti. Arriva al processo nel pieno controllo del suo sistema di potere, esercita funzioni relative alle stesse cose per cui è sotto processo. E’ probabile che se cade lui cadrà anche il centrosinistra. Ma la sua permanenza è peggio che rischiare un salto nel vuoto. Ovviamente è inutile aspettarsi un gesto disinteressato da chi ha costruito un sistema di potere inespugnabile. Ma non per questo si può rinunciare a pensare con la propria testa. Notiamo che anche il quotidiano Repubblica ha messo da parte ogni scrupolo purista. Mi pare che per Bassolino non sia stata nemmeno evocata l’opportunità di dare le dimissioni. Sono argomenti scabrosi.

Posted by: melisenda | Gennaio 4, 2008

nuove spigolature

Capita, a volte, di sentire un po’ d’informazione quasi corretta. Ieri sera ho seguito una puntata di Primo piano, l’approfondimento quotidiano del Tg3, dedicato al problema dei rifiuti. In verità, il servizio giornalistico non era granché accurato, ma è stata data la parola ad un docente di Economia ambientale di Milano (non ricordo il nome, perdonatemi) il quale ha avuto abbastanza spazio per dire cose semplici ma importantissime: che la Lombardia ha attraversato una crisi simile alla nostra ma ne è uscita in tempi brevi; che inceneritori e discariche sono la coda del problema e non la testa; che l’unico modo concreto, ragionevole e possibile (e anche rapido) per uscire dall’emergenza è puntare alla riduzione dei rifiuti e al loro recupero, nei termini più spinti possibile; che questa direzione è quella indicata dalla normativa europea e anche da quella italiana. Poi, è seguito un servizio su Mercato Sanseverino, dove fanno la differenziata al 70%, hanno le strade pulite e i cittadini hanno sconti sulla tariffa rifiuti a seconda di quanto materiale riescono a indirizzare al recupero. Sapete una cosa? La prossima volta che un dirigente o amministratore o politico dice che la differenziata non risolve l’emergenza Campania, facciamogli notare che, come minimo, è un ignorante.

spigolatura due

Sono in corso i contatti con lo studio legale di Terni, tra una decina di giorni dovremmo avere il parere legale. C’è stato un mio fraintendimento sul compenso, per cui, a causa dell’IVA, ci sarà una maggiorazione (sta per arrivare la fattura), ma la differenza è comunque coperta da quanto raccolto. Entro poco tempo dovremmo avere il quadro definitivo.

Intanto, forse è giusto pubblicare il quesito che ho sottoposto all’avvocato Carissimi. Vedremo gli sviluppi.

Egregio avvocato,come d’accordo Le scrivo per chiarire al meglio i termini dell’incarico che vorremmo affidarLe. Nel primo contatto le avevo sottoposto la necessità di conoscere le possibili procedure per ottenere il riconoscimento del rimborso per la tassa sui rifiuti, visti i pesantissimi servizi che siamo costretti a subire, e il riconoscimento del danno biologico ed esistenziale legato all’emergenza rifiuti. In realtà le domande sono molte, provo ad elencarle.Quali strumenti abbiamo, come cittadini, per imporre che il servizio di smaltimento rifiuti sia svolto secondo le norme delle stato? Abbiamo diritto ad un servizio che garantisca un vero recupero dei rifiuti e che promuova la diminuzione dei rifiuti stessi? Quali azioni possiamo promuovere, singolarmente e collettivamente, per imporre questi diritti? Quali rischi comporta il procedere con una causa per il rimborso della tassa? Possiamo chiedere solo risarcimenti o è possibile chiedere delle azioni riparatrici? Chi sono i nostri interlocutori per quello che riguarda il servizio ordinario? I Comuni? I consorzi di bacino? Altri enti? La mancata organizzazione della raccolta per il recupero dei rifiuti configura o no un venir meno ad un obbligo di legge? Le conseguenze ambientali di queste omissioni sono sanzionabili, penalmente, civilmente, sul piano amministrativo? In capo a quale ente? Ci sono precedenti per azioni di questo tipo? Sappiamo che sono state emesse sentenze da giudici di pace di rimborso della tassa rifiuti per riconoscimento del danno “esistenziale”. Quali possibilità ci sono che simili sentenze siano confermate al grado superiore? Abbiamo vissuto una emergenza drammatica in questi giorni, senza che il Comune e la ASL indicassero linee di condotta, pericoli, allestissero provvedimenti di emergenza. Questo atteggiamento configura una omissione? Se sì, con quali strumenti possiamo sanzionarla?Cosa possiamo chiedere come singoli e cosa come associazione? Quali tipi di associazione sono legittimati a procedere in giudizio? Quali vantaggi comporta procedere collettivamente? Le associazioni di volontariato possono procedere legittimamente a forme autoorganizzate di raccolta differenziata? Nel caso non sia possibile, possiamo vedere riconosciuto il diritto a fare quanto è in nostro potere per sottrarci a condizioni di invivibilità?Questo per quanto riguarda l’ordinaria gestione del ciclo rifiuti urbani.Veniamo all’altro aspetto, quello legato più in generale all’emergenza rifiuti nel suo insieme e al danno esistenziale che colpisce i cittadini campani. Le avevo sottoposto un esposto del dottor Raimondi relativa al problema. Ne riporto i passi che mi sembrano più significativi, e allego alla presente il testo completo: In uno Stato di diritto è, infatti, inammissibile che restino non risarciti e non sanzionati i danni causati ai singoli cittadini, alle categorie, alle comunità da un disastro che non sia dovuto ad eventi naturali, quali un terremoto o un’alluvione, ma ad un fatto dell’uomo che abbia messo in pericolo la incolumità delle persone. A tale esigenza ha corrisposto la giurisprudenza della Corte Suprema culminata nella nota sentenza delle SS. UU. civili 21/2/2002, n. 2515. Tale decisione, con riferimento ai danni provocati dal disastro ambientale dell’ICMESA di Seveso, ha confermato che “in caso di compromissione dell’ambiente a seguito di disastro colposo (artt. 434 e 449 c.p. il danno morale soggettivo - lamentato dai soggetti che abitano e lavorano in detto ambiente e che provino in concreto di aver subito un turbamento psichico (sofferenze e patemi d’animo) di natura transitoria a causa dell’esposizione a sostanze inquinanti e alle conseguenti limitazioni del normale svolgimento della loro vita - è risarcibile autonomamente anche in mancanza di una lesione psico-fisica (danno biologico) o di altro evento produttivo di danno patrimoniale, trattandosi di reato plurioffensivo, che comporta, oltre all’offesa all’ambiente e alla pubblica incolumità, anche l’offesa ai singoli, pregiudicati nella loro sfera individuale, sicchè è sufficiente che la condotta, sia commissiva che omissiva, con l’evento dannoso da essa cagionato, ingeneri pubblica apprensione con restrizioni e limitazioni della libertà di azione e di vita”. […]Alla luce di tale giurisprudenza, ma, prima ancora, della normativa, quella europea e quella italiana di attuazione, è inimmaginabile che i soggetti menzionati all’inizio, magari attraverso le3 associazioni dei consumatori e sodalizi consimili, non possano ripagarsi dei danni loro causati dagli organismi – e per essi dai rispettivi preposti - che hanno così malamente operato nella gestione dei rifiuti in Campania. Al punto tale da far precipitare questa regione, a detta del Commissario Bertolaso, in una condizione da “quarto mondo” o in una condizione così dissimile dalle contigue regioni del Lazio e della Puglia; quasi la Campania fosse un paese a sé stante. Addirittura fuori dell’Unione Europea, essendo stati violati i principi comunitari in materia. Si intende, infatti, per disastro “l’accadimento grave e complesso, idoneo a porre in pericolo l’incolumità di un numero indeterminato di persone” (Cass.Pen., Sez. IV, 5/2/91; Sez. IV, 3/8/2000; Cass. Sez. Un. civili 21/02/2002, n. 2515). In cui l’evento può essere contemporaneo alla condotta o maturare progressivamente ovvero può esser differito rispetto alla condotta colposa, commissiva o omissiva, posta in essere, come nel disastro da crollo pure previsto dall’art. 434 c.p.. Disastro, nel nostro caso, invero, già annunciato dall’arsenico reperito dai consulenti del P.M. nei rifiuti della FIBE e comunque, prima di qualsiasi giudice, conclamato per decreto. Quello che nella prima decade dell’ottobre scorso (9/10/06 n. 263) ha insediato di urgenza il nuovo Commissario, Bertolaso appunto, con la motivazione: “L’emergenza nel settore dei rifiuti in atto in Campania, considerata la gravità del contesto socio-economico-ambientale derivante dall’emergenza medesima è suscettibile di compromettere gravemente i diritti fondamentali della popolazione della Campania, attualmente esposta al pericolo di epidemie e di altri pregiudizi alla salute”.…..Il Commissariato, invece, anziché percorrere i binari della normativa europea e italiana di attuazione e cioè invece, di imboccare, come prima cosa, la strada della raccolta e del recupero dei rifiuti, prescrittagli e sollecitatagli dalla Commissione VIA, dal Ministro degli interni e dal Ministro dell’Ambiente, si comportò come se la legge non esistesse. E, negli anni successivi proseguì la sua corsa nel solco della messianica prospettiva che gli impianti di smaltimento da soli (cdr e termovalorizzatori), senza più neppure le discariche legali ormai saturatesi, risolvessero ogni problema. Non tenendo in tutto questo tempo nella benché minima considerazione i rilievi e le sollecitazioni della Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta sui rifiuti e i reiterati sequestri di tutti e sette gli impianti di cdr disposti dalla Magistratura penale. Reiterati sequestri, che, col reperimento anche di arsenico oltre la soglia nei rifiuti dei cdr della FIBE, gli avrebbero imposto, a causa del grave e persistente inadempimento, di ottenere la immediata risoluzione del rapporto contrattuale con la detta società. Rapporto invece tenuto ostinatamente in vita per anni e per la cui definitiva rescissione è dovuto, da ultimo e in modo assolutamente inconsueto, intervenire il Parlamento con legge. Il tutto, con l’effetto inevitabile di provocare il deragliamento del ciclo dei rifiuti in Campania e il conseguente disastro ambientale. Il Commissariato, dunque, anziché ribaltare e correggere secondo legge l’ impostazione illegale del progetto – tutto smaltimento e niente recupero – e per nulla preoccupato della tecnologia superata della società affidataria dello smaltimento, lasciò che la regione scivolasse in quella “emergenza dell’emergenza”, così definita, cinque anni dopo, dal prefetto Catenacci, nella sua audizione del 27/7/2004 avanti alla Commissione bicamerale per i rifiuti.La violazione non solo delle norme, ma finanche dei principi che regolano la gestione dei rifiuti e dunque la colpa specifica, al di là delle negligenze rilevabili, hanno determinato il disastro ambientale tuttora in atto, esponendo le popolazioni, le categorie, singoli cittadini al rischio di epidemie e di pregiudizi alla salute: fra tutte le regioni la Campania è buon ultima nelle attese di vita!Anche il nuovo decreto-legge, adottato dal Consiglio dei ministri nella seduta dell’11/5/07, ha evidenziato che la situazione di emergenza in atto “è suscettibile di compromettere gravemente i diritti fondamentali della popolazione della regione Campania, attualmente esposta al pericolo di epidemie e altri pregiudizi alla salute”. Non essendo stata causata l’emergenza da alluvione, terremoto o altra calamità naturale, ma da cattiva gestione del ciclo dei rifiuti, il decreto afferma il reato di disastro ambientale colposo, di cui agli artt. 434 e 449 c.p., lasciando ai giudici il compito di accertare i responsabili. La domanda è: queste affermazioni possono essere tradotte in concrete azioni giudiziarie? Quali sono, eventualmente le strade per procedere e quali difficoltà e incognite presentano? Si tratta, credo, di qualcosa di diverso dal semplice riconoscimento del danno biologico, e tenga presente che l’aspetto risarcitorio è per noi non prioritario. Quello che interessa è innanzitutto il riconoscimento che la gestione del ciclo dei rifiuti ha portato la Campania al disastro ambientale (e la cosa è diventata drammaticamente evidente in queste ultime settimane) e ha danneggiato gravemente noi tutti. Spero di essere riuscita a chiarire il mio pensiero.

Posted by: melisenda | Gennaio 1, 2008

sottoscrizione 8, ultimi aggiornamenti

 Pubblichiamo gli ultimi sottoscrittori, qualcuno ancora manca. I contatti con l’avvocato Carissimi sono in corso, ho inviato una serie di quesiti e nei prossimi giorni si procederà all’incarico. Informazioni sempre in tempo reale. Per domande, osservazioni o altro, scrivetemi all’indirizzo gabclem@libero.it. Cosa fare dei soldi in più? Vedremo meglio a quadro definitivamente chiuso, ma per ora voglio lanciare una proposta: si potrebbe finanziare un’iniziativa pubblica sul recupero dei rifiuti, mettendo al centro le esperienze di chi, con successo e anche con profitto, fa raccolta e recupero dei rifiuti. Esperienze svedesi? No, succede anche in Campania.

Marilena De Biase                € 50,00
Giuseppe Pagano                € 50,00
Franco Cantone                   € 10,00
Gennaro Ferrara                   € 20,00
Elena Arbitrio                         € 10,00
Mariella Stabile                    € 20,00
Rossella Bocini                       € 10,00
Luigi Spina                              € 50,00
Claudio Calabritto               € 50,00
Monica Romano                   € 50,00
Barbara Donzelli                   € 45,00
Luca Manna                           € 10,00
Pasticceria Stella                 € 10,00
Salvatore Archivio              € 10,00
Vincenzo Visconti                € 10,00
Francesco Schiavone        € 10,00
Michela Cristiano                 € 20,00
Maria Cristiano                      € 20,00
Angelina Cristiano               € 20,00
Teresa Talente                       € 20,00
Totale parziale                       € 495,00
Totale generale                    € 2.755,00

Posted by: melisenda | Dicembre 31, 2007

comunicazioni

Ieri grande manifestazione ad Aversa, per chiedere… la raccolta differenziata. Lo avreste mai immaginato che in questa parte d’Italia si deve manifestare, bloccare la ferrovia, interrompere un Consiglio comunale per chiedere il rispetto delle leggi dello Stato? Per rivendicare il diritto a non essere sommersi dalla spazzatura, a rispettare l’ambiente? In Campania è così. 3000 persone, pacifiche, ma determinate e soprattutto INFORMATE.  Prossimo appuntamento il giorno 4 gennaio, alle ore 18,00 presso l’ex Macello comunale. Per decidere come andare avanti e darsi una forma più organizzata. A cura di una volontaria l’organizzazione della prima mailing list. Per partecipare scrivete a osservatorioaversano@email.it .

A presto, con le prossime novità. Intanto….

BUON ANNO A TUTTI!!!!!

Posted by: melisenda | Dicembre 30, 2007

MANIFESTAZIONE…ad Aversa

EMERGENZA RIFIUTI!!!    
 
Aversa è ormai una discarica a cielo aperto. Nessuno si aspetta miracoli, ma vorremmo che tutti quelli che possono si impegnassero per alleviare questa catastrofe. L’amministrazione comunale sta cercando un sito per raccogliere i rifiuti.
NON BASTA.
 
Bisogna fare ogni sforzo per fronteggiare l’emergenza.  
  
Vogliamo un Consiglio comunale straordinario per discutere con i cittadini e per decidere concrete misure di intervento.
Vogliamo che il Consiglio comunale si esprima con un documento pubblico e chieda la fine del Commissariato straordinario, la restituzione dei poteri alle autorità locali.
   
Vogliamo sapere qual è la situazione igienico-sanitaria di Aversa, quali sono i risultati dei controlli che l’ASL sta conducendo. Vogliamo che il sindaco e l’ASL si pronuncino: ci sono rischi di epidemie o no? E se ci sono, che misure si devono prendere?
  
Vogliamo che il Sindaco, insieme agli altri sindaci del Consorzio CE2 COSTRINGANO la Geoeco a effettuare una raccolta straordinaria di plastica, vetro, carta e cartone, alluminio, consegnando direttamente i materiali alle ditte che li riciclano, coinvolgendo le associazioni di volontariato. Che si organizzi da subito una raccolta dei rifiuti ingombranti, indicando tre-quattro punti della città dove portarli. Questo non risolve il problema, ma almeno diminuisce la massa di rifiuti. Si doveva fare già da tempo, si poteva fare già da anni.
L’INERZIA E’ INTOLLERABILE!!!
I dipendenti della Geoeco sono più di 500 e sono completamente inattivi: che siano utilizzati per alleggerire questa situazione gravissima!!!     
 
Vogliamo un’ordinanza che faccia presente alla popolazione che è ESTREMAMENTE PERICOLOSO sparare fuochi d’artificio: il rischio d’incendio è altissimo e ogni fuoco di spazzatura sprigiona veleni micidiali.
Vogliamo che tutti facciano la loro parte, innanzitutto le autorità.
Farci sapere, -ora che il latte è versato- come attutire il danno.
Dire: queste sono le misure per fronteggiare l’emergenza
Prendere provvedimenti per ridurre subito i rifiuti
Come gente civile, siamo stufi di stare sotto l’accusa dell’opinione pubblica e della stampa del resto d’Italia. Abbiamo il dubbio che molti di noi saprebbero fare meglio di quello che si va facendo nella casa comunale.Anche senza discariche. 
PER FARCI SENTIRE, PER INCONTRARSI, PER DARE FORZA ALLE NOSTRE PROPOSTE VEDIAMOCI TUTTI
DOMENICA 30 DICEMBRE ALLE ORE 18,00 ALL’ARCO DELL’ANNUNZIATA
Portiamo con noi un sacchetto di rifiuti differenziati (carta, plastica, vetro) e raccogliamolo in Piazza Municipio. Dimostriamo che effettuare la raccolta differenziata non solo è possibile ma NECESSARIO!  

L’Osservatorio cittadino sull’emergenza rifiutiAversa, 29 dicembre 2008 

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