Sapere di non essere il solo, che non vuole annegare in questo mare di munnezza, mi solleva un pò.
Le informazioni viaggiano nella rete, speriamo che raggiungano e servano a quante più persone possibile.
ciao
Un personale punto di vista
Abbiamo detto che per un po’ di tempo l’argomento principale di questo blog sarà l’immondizia in Campania. Cerchiamo di fare il punto della situazione, in una vicenda che ormai sembra quasi irreale. Nessuno ormai è in grado di trovare una spiegazione razionale di quello che avviene nella nostra regione. Il fatto è che le discussioni mediatiche richiedono spiegazioni semplici, quasi primitive, mentre invece la realtà vera è in genere complessa.
Secondo me, e non solo. Qui i protagonisti sono tre: il sistema industriale italiano, la camorra e la pubblica amministrazione o meglio la classe dirigente politica della nostra regione. La vittima sacrificale è la cittadinanza, a parte un gruppo relativamente ristretto che da questo immondezzaio ci ha guadagnato, e molto.
Il sistema industriale italiano, piccole e grandi aziende di tutta Italia, ha trovato un modo semplice ed economico di sbarazzarsi di rifiuti nocivi: smaltirli rispettando le leggi avrebbe avuto costi molto elevati. Il servizio offerto dalle imprese della camorra, ingrassate dai proventi del traffico di droga, ha permesso di aggirare vincoli ed abbattere costi. Questo è ben documentato nell’ormai famoso libro di Saviano, e non c’è molto da aggiungere.
La camorra ha guadagnato direttamente dalle imprese di tutta Italia, ma ha anche pervaso tutta la parte che gestisce il ciclo ordinario dei rifiuti. Ogni nuova emergenza porta grandi possibilità di guadagno: ricerca di siti, trasporti staordinari, opportunità varie. Un fiume di finanziamenti pubblici destinati a fronteggiare situazioni straordinarie, ma che devono diventare ordinarie per garantire altri guadagni. La raccolta differenziata, l’amministrazione ordinata ed efficiente portano guadagni, ma si tratta di poca cosa rispetto a quello che offre il non ordinario caos a cui siamo ormai abituati.
L’amministrazione pubblica, ai vari livelli, non sa, non può, non vuole fronteggiare la pressione della camorra. In più dalla gestione dei finanziamenti straordinari ha imparato ben presto a ricavare una macchina formidabile di consenso elettorale, garantendo migliaia di posti di lavoro profumatamente (!) retribuiti. Guardate cosa racconta il libro “La casta”, in una delle ultime sezioni. Ricordate il dato strabiliante, proposto recentemente nella trasmissione mattutina di Mirabella. La Campania ha un numero di addetti ai rifiuti circa 20 volte superiore alla media nazionale, non in cifre assolute, ma in rapporto alla popolazione!!!
In questa situazione, cercano di farci credere che la bacchetta magica per uscire dall’emergenza sia un inceneritore che per essere sicuro o almeno non troppo nocivo dovrebbe essere gestito con onestà e competenza! Chi ha la credibilità per garantire questo ai cittadini di Acerra? Nessuno, nessun amministratore sa spiegare perché la nostra regione non imbocca con decisione la strada della raccolta differenziata. Non sarà la soluzione definitiva, ma almeno saremmo qui a ragionare di una massa di rifiuti molto più piccola. E scusate se è poco….
Cosa possiamo fare? Il minimo è cercare di prendere coscienza…. E riunire uomini e donne di buona volontà.
Risposte
Da: RIccardo su Agosto 7, 2007
alle 12:49 pm
E’ veramente confortante trovare voci come la tua nel web. Penso sia importantissimo il ruolo dei blog per diffondere le informazioni. Sosteniamoci e facciamo passare le notizie pubblicizzando i blog. Per quel che riguarda l’inceneritore di Acerra credo che non rappresenti un pericolo solo per i martoriati cittadini acerrani, quindi bisognerebbe prevedere un sostegno diffuso a tutte le manifestazioni antiinceneritore previste. Per quel che riguarda il presidente Napolitano perchè non proviamo ad inviargli tantissime e-mail cercando di sensibilizzarlo per ottenere, quanto meno, il raggiungimento della raccolta differenziata spinta nei comuni campani. (Se non fosse una situazione così tragica sarebbe quasi ridicolo che in Campania non riusciamo, per quanti sforzi possiamo fare, a far rispettare agli amministratori una legge dello Stato - Legge Ronchi - del 1997!)
Da: anna maria mattiello su Agosto 31, 2007
alle 9:48 pm
Cerchiamo di creare una rete e cerchiamo di fare presto… Vogliamo provare a mettere giù una lettera e a farla circolare?
Da: melisenda su Settembre 1, 2007
alle 9:39 pm